lunedì 5 dicembre 2011

"Non sono in grado di farlo"

Come ci vediamo?
Cosa pensiamo di noi?
Cosa pensiamo quando definiamo noi stessi?

Ognuno parla di sé. “Ogni volta che parliamo, parliamo di noi”.
Anche se non ci stiamo definendo, anche se apparentemente non stiamo raccontando di noi, da quel che diciamo una parte di noi traspare.
Le nostre visioni sulla vita e sul mondo, le nostre convinzioni o i presupposti, spesso nascosti o inconsci, che agiscono su di noi e ci accompagnano nel quotidiano.
Come esserne consapevoli?
Questi meccanismi devono divenire accessibili.
Bisogna portare alla luce, ricordare, rendere noto ciò che già sappiamo.
Per scegliere bisogna conoscere e capire. Fare attenzione. Non c’è altro modo.
Noi scegliamo in ogni momento della nostra vita.
Anche il non-fare, il non-agire e il non-pensare sono una scelta.
Anche ignorare ha il suo peso.

In pillole...

Per quante ne raccontano in giro, non c’è nessuna pillola magica che brucia i grassi al posto nostro e che aumenti il metabolismo in maniera naturale e che ci faccia dimagrire in 10 giorni.
Altrimenti non avremmo questi tassi di obesità nel mondo.
Con i soldi che girano intorno a quest’industria si sarebbe potuto risolvere il problema della fame del mondo e molti altri.
Le pastiglie che in commercio (o quelle che sono state ritirate e per le quali fiorisce il mercato nero) sono concentrati che agiscono sul nostro organismo per modificare e inibire il senso della fame.
Le operazioni per persone con obesità grave sono fatte modificare lo stomaco in modo da ridurne la capacità: stomaco piccolo e pieno = maggior senso di sazietà.
Lo stomaco aumenta o diminuisce la propria capacità momentanea anche in base alle nostre abitudini alimentari, secondo i quantitativi e il tipo di cibo ingeriti.
I meccanismi che entrano in gioco non sono solo fisici, ma anche e soprattutto mentali.
Il “senso della fame” è spesso alterato in persone che soffrono di disturbi alimentario o hanno gravi problemi di obesità, tanto che le operazioni sono consigliate e mutualizzabili solo in particolari casi.
Si arriva ad agire in altro modo sul nostro fisico perché,nella maggior parte dei casi, la persona non è stata in grado di auto-regolarsi.
Perché dovremmo lasciar fare ad altri o ad altro quello che potremmo fare noi meglio e in maniera definitiva?

Perché la soluzione al problema deve essere “al di fuori di noi”?
Perché pensiamo di non poter essere in grado di farlo?

venerdì 2 dicembre 2011

Il mito delle calorie e l'educazione alimentare

Quando si cerca di dimagrire misurare le calorie ingerite può essere un buon punto di partenza (come possono esserlo molti altri), ma questo aspetto non può diventare un fissazione né deve limitarsi ad un ossessivo calcolo matematico.
Bisogna tenere in considerazione anche molti altri fattori, come i valori nutrizionali degli alimenti, l’impatto dei diversi cibi sul nostro fisico, le esigenze del nostro corpo in quel determinato momento e il nostro impatto emotivo..

Ciò che mangiamo non finisce solamente nello stomaco per poi scendere a valle: ha effetti sul nostro organismo nel suo complesso.

Gli esseri umani mangiano, assimilano e scartano.
Ciò che introduciamo nell'organismo in qualsiasi forma ha effetti anche a livello celebrale e ormonale.

Le famose calorie degli alimenti vengono invece misurate in laboratorio grazie ad uno strumento chiamato “Bomba Calorimetrica”.
Per quanto il metodo possa essere scientifico, si tratta pur sempre di una simulazione effettuata tramite un semplice macchinario che non può essere esattamente paragonabile al metabolismo umano.

Il corpo umano è un sistema complesso e un sistema complesso è più della somma delle sue singole parti.

Quando facciamo una dieta ipocalorica non dimagriamo direttamente perché abbiamo diminuito le calorie, ma perché le calorie sono contenute nei cibi:
eliminando le calorie si toglie quindi anche il cibo in eccesso.
Se siamo abituati a sovra-alimentarci il sistema funziona, ma solo per una relazione di secondo grado.





Il termine dieta, dal greco "dìaita", significa "regime, stile, tenore di vita".

Se vogliamo conseguire un risultato utile ed efficace per promuovere il nostro benessere dobbiamo elaborare una nostra strategia, non possiamo semplicemente limitarci a scimmiottare dei modelli.
Oggigiorno ognuno dice la sua su quel che fa bene e quel che fa male, citando approcci diversi al problema del sovrappeso o speculando sulle debolezze delle persone promettendo rapidi dimagrimenti secondo l'ultima formula o ritrovato efficace... Ovviamente in cambio di un sacco di soldi!

E' facile cedere o farsi ingannare, ma i soldi non possono comprare la motivazione o una corretta educazione alimentare.
Per come la vedo io l'unica soluzione è informarsi da diverse fonti con mente critica ed elastica, confrontarsi con altre persone che seguono un percorso simile e non smettere mai di imparare.

E' una questione di scelta, nell'alimentazione come in qualsiasi altro campo.

Ad esempio.... Perchè dovrei sostituire agli acidi Omega3, proteine, vitamine e minerali naturalmente contenuti nelle noci, che sono un energetico naturale, nonchè frutto di stagione, per sostituirle con bustine e prodotti industriali???

Ci sono cose che tutti sappiamo, ma che spesso nascondiamo a noi stessi.

Ed è proprio qui che entrano in gioco la consapevolezza di sè e l'auto-educazione attraverso lo sviluppo della propria capacità critica.

Educare non significa "mettere dentro" qualcosa che non c'è, ma deriva dal latino "ex ducere" che corrisponde al "trarre fuori", far venire alla luce qualcosa che è nascosto, ma che è già nostro: riappropriarci del nostro corpo in accordo con la mente.